
Proteggere i piedi secondo Daniel E. Lieberman
Il biologo evoluzionista Daniel E. Lieberman ha suscitato scalpore a livello internazionale quasi un decennio fa quando ha pubblicato una ricerca importante che dimostra come correre con delle sneakers imbottite incoraggi a ‘colpire’ il terreno in modo ‘più duro’ che a piedi nudi.
Lieberman, professore di scienze biologiche all’Università di Harvard, ha iniziato a correre a piedi nudi per sperimentare certe sue teorie e ha poi continuato a farlo perché gli piaceva, ne era convinto.
Ogni primavera, dopo aver corso la maratona di Boston, scambiava le sue sneakers con un paio di scarpe minimal. E più correva a piedi nudi, più i suoi piedi si rinforzavano grazie alle… callosità.
Lieberman e alcuni suoi colleghi di Harvard hanno recentemente condotto un altro studio (pubblicato su Nature) che spiega come i calli si ispessiscono camminando a piedi nudi. In sostanza, la superficie dura del callo trasmette la forza meccanica attraverso il piede ai nervi profondi che si trovano dentro la pelle. E lo fanno altrettanto bene come se fossero una suola ‘non protetta’.
Ecco allora che i calli sono la risposta evolutiva al bisogno di proteggere i piedi (e lo sono stati per centinaia di migliaia di anni) perché offrono le indicazioni migliori alla forza da applicare mentre si cammina e perché danno un’ottima assistenza allo scheletro.
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