
I piedi che si auto-proteggono
I calli si formano a causa di una maggiore produzione di cheratina, chiamata in medicina, ipercheratosi, che è il modo con cui il corpo si protegge da attriti o pressioni.
Sempre secondo il dottor Lieberman, tra i maggiori esponenti di barefoot running (che abbiamo già avuto modo di citare in altri nostri brevi interventi nel blog generale), i calli nei piedi offrono protezione senza compromettere sensibilità o andatura.
In un’intervista citata più volte in Rete, Lieberman racconta i suoi studi sulla biologia dell’andare scalzi, partendo dalla corsa. Racconta di come si è accorto che i calli più spessi fanno percepire il terreno con la stessa precisione di quando erano sottili. “Ciò contrasta con quanto pensa la gente, perché la maggioranza di chi indossa scarpe non ha calli, ma pensa che abbiano la stessa funzione delle scarpe, cioè di proteggere il piede a costo però di una sensibilità ridotta. Con queste idee in testa, sono ormai dieci anni che, insieme ai miei studenti, conduco degli esperimenti nel Kenya occidentale. Lì si possono confrontare le popolazioni delle aree rurali – contadini privi di acqua corrente, elettricità e scarpe – con soggetti dello stesso gruppo etnico Kalenji che abitano in città, portano scarpe e guidano automobili. Abbiamo usato gli ultrasuoni per misurare lo spessore dei loro calli; e con altri strumenti abbiamo testato la sensibilità dei meccanorecettori nei loro piedi alle frequenze dinamiche che il corpo utilizza per la percezione del cammino. Il risultato ovvio è che, chi marcia a piedi nudi, ha calli più spessi; quello meno ovvio ma che noi avevamo previsto, è che calli più spessi non interferiscono con la percezione sensoriale e permettono di camminare nello stesso modo.”
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