
Il ‘viaggio’ fatto dalla riflessologia
Nel mondo antico non erano solo gli egiziani a praticare una qualche forma di riflessologia. In Cina, scritti risalenti al IV secolo a.C. parlano di una terapia in cui la pressione viene applicata dalle dita dei piedi, oltre alle mani e alle orecchie. Una terapia tutta particolare che si è evoluta verso l’agopuntura lungo linee energetiche chiamate meridiani.
Il neurologo Shogo Mochizuki, maestro erede del Kobido (l’antica tecnica giapponese che, con i giusti movimenti, attenua le rughe, distende il viso e ridona elasticità…), ci racconta di come in Giappone esiste un proverbio che dice: “il piede è la porta di diecimila malattie diverse”. Questo proverbio illustra, in un certo modo, il ‘viaggio’ che ha fatto la riflessologia nel corso degli anni. La riflessologia venne infatti ‘importata’ dalla Cina e poi perfezionata dai guaritori giapponesi.
Altri esempi in cui vengono ‘citati’ piedi e riflessologia… In India, i piedi di Buddha e i piedi di Vishnu hanno entrambi simboli che rappresentano la vita e il flusso di energia per viverla al meglio. I simboli non sono punti riflessi, ma sembrano essere collocati in aree sul piedi dove un riflessologo avrebbe la possibilità di ‘operare’.
Anche la Bibbia menziona i piedi come mezzo di guarigione. Lavare i piedi di un altro essere umano era un simbolo di umiltà e perdono. Togliere le scarpe prima di entrare in un tempio o in un luogo santo è un’istruzione che si trova nella Bibbia, ma è anche una pratica seguita da buddisti, musulmani e indù.
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