
La sùbia, strumento imprescindibile
Per chi lavorava nella bottega di Bernardo la sùbia — che nel linguaggio tecnico si chiama léṡina ed è il tipico attrezzo utilizzato da calzolai e sellai per forare e cucire il cuoio — era uno strumento imprescindibile. Composto da un manico e da punteruolo di metallo ricurvo, riusciva a forare il cuoio di tomaia e suola e poi a unirlo saldamente come un corpo unico.
Sembra impossibile oggi pensare a quante cose si riuscivano a fare con questo attrezzo che non mancava mai nelle frugali famiglie legate al lavoro della terra.
Antonio imparò presto a guidare lo spago di canapa in questi fori passandolo e ripassandolo sulla pece naturale chiara — composta di resina d’abete mescolata con olio — con il pollice. Imparò anche a fasciarsi le palme e i dorsi delle mani con una striscia di pelle per evitare profonde ferite sulla pelle causate inevitabilmente dallo spago, spesso tirato molto forte.
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