Circolo vizioso e circolo virtuoso
Comunemente si tende a separare il mondo imprenditoriale – produttivo dalle componenti culturali della società. Nulla di più fuorviante, soprattutto se l’equazione produzione = profitto indica un universo chiuso destinato sempre a trasformarsi in un circolo vizioso.
La Storia insegna che i momenti più luminosi della civiltà sono stati quelli in cui la dimensione economica, nei suoi vari aspetti, e la cultura nelle sue diverse modalità, hanno congiunto le loro forze innescando, diversamente da quanto detto sopra, un circolo virtuoso.
Nell’odierna civiltà di massa si considera spesso la persona come innanzitutto un consumatore, ma le crisi da saturazione del mercato e le speculazioni finanziarie frutto di una visione a “senso unico” in cui l’oggetto riprodotto all’infinito perde la sua “anima” non paga, ormai lo si capisce.
Per questa ed altre ragioni uno sviluppo sostenibile e una legittima ripartizione delle risorse sono l’unica via da seguire per evitare le ricorrenti catastrofiche “cadute”.
La cultura come curiosità, consapevolezza e competenza possono contribuire non tanto a realizzare irraggiungibili utopie, ma certamente a rendere il mondo anche solo un po’ migliore.
