Arte e Moda
Si potrebbe definire la moda come un’arte in movimento, a contatto diretto con il corpo, donando quindi un valore che l’arte non possiede. Concetto provocatorio, certo, ma in fondo le avanguardie artistiche del primo ‘900 non aprirono le porte alla moda, con la spavalderia che le contraddistingueva, portandola nei territori dell’Arte?
Dalle “follie” futuriste alle cromie astratte di Sonia Delaunay, dalla Parigi degli anni trenta di Elsa Schiaparelli, fino all’atelier di Bruna Bini e Giuseppe Telese e anche alla triestina Mila Schon, mescolare Arte e moda non è più così improponibile.
Anche per questo realizzare abiti o calzature in cui la “fisicità” del comfort e l’estetica dell’oggetto s’intrecciano armoniosamente, rende l’artigiano un po’ più “artista”.


Nell’abbigliamento in genere, la prima valutazione è di tipo estetico: o ci piace il prodotto o non ci piace. Questo però non basta e se l’occhio vuole la sua parte, ancor più importante è il “sentirsi bene” con, ad esempio, un paio di scarpe ai piedi.

La maggior parte dei prodotti destinati alla vendita seguono i dettami della moda. Abbigliamento, arredamento, automobili, oggettistica più o meno pregiata, ecc.
Può sembrare (il titolo) un po’ pretestuoso, o meglio uno slogan come ce ne sono molti nell’universo pubblicitario. Eppure ha qualcosa di fortemente emblematico se non badiamo troppo al rigore grammaticale; è ovvio che una personalità non la si può vestire, ma è anche vero che la scelta di un abito o di una calzatura segue un percorso tutto personale, quindi legato alla personalità, e il compito dell’artigiano è di rendere visibile un più o meno consapevole desiderio.
È
Il commercio è proteso da molti anni ormai verso il macroscopico, e la grande distribuzione è dominante. Nonostante ciò resiste una tipologia di vendita basata sul “piccolo è bello” che fa leva sul rapporto diretto fra acquirente e venditore, come ai vecchi tempi!