Le spedizioni nel territorio italiano sono gratuite

Sette le note musicali, sette i colori dell’arcobaleno e innumerevoli le loro combinazioni. Quando il tedesco Goethe, grande poeta e valente pittore, per essere un dilettante, elaborò la sua “Teoria dei colori” in polemica con Newton, al di là delle implicazioni scientifiche, intese affermare che i colori non possono essere ridotti a pura espressione meccanica della luce, ma posseggono qualità “spirituali” per l’influenza profonda che esercitano sulla natura umana.
Senza entrare nella disputa, è innegabile l’influsso dei colori nella vita. Va da sé che la questione diventa cruciale quando si producono oggetti come le calzature il cui fascino dipende anche dall’aspetto cromatico.

Piedi sani

Nell’abbigliamento in genere, la prima valutazione è di tipo estetico: o ci piace il prodotto o non ci piace. Questo però non basta e se l’occhio vuole la sua parte, ancor più importante è il “sentirsi bene” con, ad esempio, un paio di scarpe ai piedi.
Benessere che diventa salute, nel momento in cui le caratteristiche di una particolare calzatura si riflettono sull’intero equilibrio strutturale del corpo.
In fondo si tratta di una ginnastica “passiva”, nel senso che una corretta postura dovuta a delle calzature adatte, aiuta i punti deboli come caviglie, ginocchia e schiena a resistere maggiormente all’inevitabile “usura” del nostro organismo, e i piedi che ne sono parte importante, vanno curati e rispettati il più possibile. 

Può definirsi, la calzatura, una scultura in movimento? Forse è un azzardo, ma come in molte questioni, è anche un punto di vista. In fondo perché no, considerato che si tratta di un oggetto che ricade anche nel campo della creazione di tipo artistico come il design. Tutto sommato un bel paio di calzature possono attirare l’attenzione proprio perché in movimento e non come elemento statico. In questo risiede la forza del design capace di “ipnotizzare”, proprio come agisce un’opera di taglio più elevato come una scultura, di qualsiasi materiale sia composta.

Di solito con il termine “esperienza entusiasmante”, s’intende qualcosa che non capita tutti i giorni. Ad esempio l’esplosione di gioia che segue alla realizzazione di un goal da parte della propria squadra del cuore.
Si potrebbero (ovvio) riportare esempi più “elevati”, certo, ma il nostro discorso ci porterebbe altrove. Ci porterebbe a un entusiasmo di natura diversa: l’entusiasmo nella normalità.
Non è una contraddizione nel momento in cui può scaturire dalla passione per ciò che si fa ordinariamente, ovvero per il proprio lavoro.

Essere alla moda

La maggior parte dei prodotti destinati alla vendita seguono i dettami della moda. Abbigliamento, arredamento, automobili, oggettistica più o meno pregiata, ecc.
Sembra facile, ma le cose non stanno così per chi deve ideare e realizzare tali prodotti; si devono infatti tenere sempre alte le antenne per “intuire” gli umori che determinano la o le mode, perfezionandosi e migliorando in base alle inesorabili leggi del mercato…ma non solo. Non è sempre e solo, infatti, una questione di mercato ma il giusto dosaggio fra questo e il desiderio, se non un vero e proprio impulso, alla ricerca creativa.

Vestire la personalità

Può sembrare (il titolo) un po’ pretestuoso, o meglio uno slogan come ce ne sono molti nell’universo pubblicitario. Eppure ha qualcosa di fortemente emblematico se non badiamo troppo al rigore grammaticale; è ovvio che una personalità non la si può vestire, ma è anche vero che la scelta di un abito o di una calzatura segue un percorso tutto personale, quindi legato alla personalità, e il compito dell’artigiano è di rendere visibile un più o meno consapevole desiderio.

L’antico sapere

È un tema questo sul quale, di tanto in tanto, ritorniamo volentieri.
Sì, perché l’anima della nostra azienda è proprio di stampo artigianale!
Che in definitiva significa non tagliare mai le radici con un passato che nutre come una linfa vitale il presente. È forse uno dei principali ingredienti del “Made in Italy” necessario per tenere vivo quello spirito di efficienza e intraprendenza, di tradizione e innovazione che fecero grande la civiltà italica con i suoi artigiani e i suoi mercanti che seppero imprimere un formidabile dinamismo all’asfittica economia del medioevo.

Il commercio è proteso da molti anni ormai verso il macroscopico, e la grande distribuzione è dominante. Nonostante ciò resiste una tipologia di vendita basata sul “piccolo è bello” che fa leva sul rapporto diretto fra acquirente e venditore, come ai vecchi tempi!
È
il caso di alcuni commercianti di calzature, in particolare pantofole, che si riforniscono anche da BIOLINE®. Il rapporto venditore-compratore si arricchisce di un terzo elemento: il produttore.

C’erano una volta le botteghe di artigiani nei quali l’apprendista imparava il mestiere con la speranza di aprire un giorno una propria attività. Questo avveniva anche per quei giovani che sarebbero poi diventati dei celebri pittori!
L’azienda familiare è qualcosa di simile considerato che la sua sopravvivenza è legata al passaggio dei “segreti” del mestiere da una generazione a quella successiva. In un mondo sempre più “disumanizzato” questa prassi rappresenterebbe un incentivo allo sviluppo di una cultura del lavoro che oltre alle legittime connotazioni economiche, porterebbe a vivere una parte tra le più importanti nella vita di una persona con sicura professionalità e, perché no, con gioia.

Shoe Designers

Scarpa come gioiello, passione e talvolta ossessione per le donne, simbolo di stile, eleganza e femminilità possibile da intendere anche come un vero e proprio oggetto d’arte grazie alle opere di alcuni artisti. Sempre più sottile è infatti nell’epoca contemporanea, il confine tra artista e Shoe Designers.
Emblematico il caso di Andy Warhol, uno dei maggiori artisti americani della Pop Art che negli anni ’50 realizzò tre raccolte di serigrafie aventi come soggetto la scarpa: Golden Shoes, A la Recherche du Shoe Perdu e Diamond Dust Shoes, con l’intento di innalzare un oggetto comune come la scarpa allo status di oggetto artistico.

Progettare, realizzare e vendere un prodotto (nel nostro caso la calzatura), soddisfacendo tutte le esigenze alle quali da tempo siamo ormai abituati è sempre più problematico. Ciò è dovuto all’uso massiccio di tecnologie che richiedono sostanze per le lavorazioni con effetti spesso negativi per l’impatto ambientale.
Il futuro post-industriale deve porsi obiettivi di sostenibilità per il principio elementare che miliardi di persone non potranno vivere in ambienti sani se non si cambia rotta.

Il titolo è senz’ombra di dubbio ironico, ma il tono scherzoso nasconde una verità o meglio una recente consuetudine creativa: il Vintage.
Si tratta di una stimolante frontiera della creatività che comprende innumerevoli settori della produzione di beni, ma che in fondo il comparto calzaturiero ha sempre percorso, richiamando il proprio design a forme di un passato più o meno recente.

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